Molti esperti per lungo tempo hanno sostenuto che le emozioni dovessero essere bandite, per quanto possibile, dall'ambiente di lavoro.
Inoltre le emozioni spesso sono state confuse con i sentimenti.
Il povero Phineas Gage, caposquadra ferroviario vissuto attorno alla meta' del 1800, subendo il terribile incidente di cui fu vittima, aprì la strada ad una serie di ricerche che continua ancora oggi, conducendo a nuove e rivoluzionarie teorie sui processi decisionali.
Infatti, in seguito a quanto accaduto, si pote' constatare come, oltre ad una evidente mutazione della personalita', tali lesioni avessero causato una incapacita' pressoche' totale di Phineas di prendere decisioni, anche in merito ad aspetti apparentemente banali, come per esempio la scelta dell'abito da indossare.
Ad oggi sono innumerevoli le evidenze delle neuroscienze che attestano quanto stretto e innegabile sia il rapporto fra emozione e decisione.
Perfino nel campo dell'economia e della finanza (e studiosi del calibro di Amartya Sen ne hanno preso atto) le tradizionali teorie fondate sull'utilita' e sulla razionalità pure vengono oggi sottoposte a riesami critici.
La creazione di relazioni solide, e di un ambiente positivo, portano i collaboratori e i dipendenti ad avere un approccio totalmente diverso da quello presente in contesti ricchi di contrapposizioni e contrasti: infatti la fiducia e una positiva emotività portano spontaneamente a processi decisionali e operativi molto più efficienti e funzionali in relazione a obiettivi vissuti come comuni, contribuendo a creare meccanismi virtuosi.
L'Intelligenza Emotiva: conoscere se stessi per ottenere risultati migliori
Nessun commento:
Posta un commento